Utopie di Bellezza

Vetrini n.3

Artista

Eva Chiara Trevisan

Dimensione

27x24 cm

Supporto utilizzato

PVC

Tecniche utilizzate

Acrilico, pigmenti e fissativo

Artista

Eva Chiara Trevisan

Dimensione

27x24 cm

Supporto utilizzato

PVC

Tecniche utilizzate

Acrilico, pigmenti e fissativo

Concept

Vetrini n.3 fa parte della serie omonima, ed è un’indagine sull’essenza della materia e sulla scomposizione di ciò che è materiale. Come quando osserviamo un campione sul vetrino di un microscopio, così l’artista intende guidarci nella fruizione di quest’opera. Iniziando con un procedimento caratterizzato da stratificazioni, gesti lenti e graduali, l’artista stende il colore liquido su di un supporto di nylon. Una volta stabilizzato il colore, l’asciugatura disidrata e stabilizza la materia. La ripetizione di strati di colore diventa come una pellicola che successivamente viene adagiata sul pvc per completare l’opera. Gli strati di pvc fungono da vetrino, su cui si adagia la composizione materica della pittura. Al contrario di ciò che avverrebbe in un processo scientifico, dove ogni singolo vetrino è analizzato come un quadro fine a sé stesso, l’artista sovrappone i vari strati di pvc gli uni sugli altri. Orchestrando un dipinto astratto, composto dai pattern contrapposti di colori e trasparenze che in alcuni punti sono più dense ed in altri più delineati, l’artista ci chiede di guardare la materia per come si presenta ai nostri occhi. Se inizialmente la nostra percezione è offuscata, tramite la contemplazione riusciamo in un momento successivo ad analizzare le forme presenti, fino ad individuare i lineamenti di un paesaggio scomposto. In quest’opera, ci viene quindi chiesto di porre la nostra attenzione non sul paesaggio nella sua interezza, bensì di notare i dettagli di cosa ci sia all’interno di ciò che è visibile. Innescando così un esercizio applicabile al nostro rapporto con la natura e alla percezione che abbiamo di essa, Vetrini n.3 ci chiede di contemplare in contemporanea la scomposizione della materia.

Descrizione

La mia ricerca artistica indaga la trasmutazione della materia attraverso una pratica che mira a condurre a un luogo in cui la memoria riaffiora a tratti, lasciando delle sensazioni e dei pensieri non chiari, nati dal mescolarsi di frammenti di libri letti e di conversazioni ascoltate. Aspiro ad un luogo non luogo, in cui tutto si ferma, culla in cui far vagare la mente verso l'ignoto, l'intimità della contemplazione, il rimando a ciò che è altro. Contemplando le mie opere, l’osservatore è guidato alla scoperta della dimensione di sublimazione alchemica che utilizzo per realizzarle. In parallelo con l’alchimia antica che aveva l’obiettivo, attraverso l’analisi della materia, di tracciare delle linee guida per la propria esistenza, tento di condurre l'osservatore in una sorta di perdita calma, al fine di fargli ritrovare una dimensione di nulla e di vuoto. Al tempo stesso, cerco di far riflettere su tematiche a me care, le quali il ricordo, il tempo e la natura/materia.