Utopie di Bellezza

Sorgente

Artista

Matteo Milli

Dimensione

altezza x base: 60x40 cm

Supporto utilizzato

tela di lino

Tecniche utilizzate

acrilico del 2021

Artista

Matteo Milli

Dimensione

altezza x base: 60x40 cm

Supporto utilizzato

tela di lino

Tecniche utilizzate

acrilico del 2021

Concept

"Eu-Topos": il buon luogo. E' il Dipinto "Sorgente". L'allegoria di una ninfa naiade della sorgente seminuda, che ristora il viandante con l'acqua pura dopo un lungo viaggio interiore. L'invenzione della composizione è venuta all'Artista Matteo Milli dalle statue e raffigurazioni Classiche e Barocche dei fiumi: a cominciare dalle statue in marmo romano antiche di Piazza del Campidoglio, la "Fontana dei quattro Fiumi" di Gian Lorenzo Bernini in Piazza Navona e il dipinto "Ritrovamento di Romolo e Remo" di Pieter Paul Rubens ai Musei Capitolini; il quadro, infine, "La Sorgente" di Jean-Auguste-Dominique Ingres, in cui una donna, in piedi tra la natura, è al contempo classica e reale. Sembra corrispondere alla raccolta di poesie "Emaux et Camées" (Smalti e Cammei) di Théophile Gautier: <> In tutti questi esempi l'acqua sgorga da un otre tenuto dalla figura scolpita o dipinta; nel Dipinto di Milli, invece, sono le ali blu della ninfa che si trasformano in acqua fresca mentre lei è seduta su un trono che è roccia e pilastro in marmo dell'Antica Roma, con capitello corinzio. Lo sguardo intrigante e in penombra, la bocca leggermente aperta, gli occhi fissi sull'osservatore, a chiamarlo verso di Se, al punto d'arrivo, al "buon luogo".... <> scrive Leonardo da Vinci nel "Trattato di Pittura"; la Sorgente svela il nostro carattere, i nostri dubbi; quelli che Leonardo chiama i "moti mentali". Anche noi possiamo leggere al suo interno. <> scrive Bernardo Bellincioni, poeta di Ludovico il Moro. Proprio dai dipinti leonardeschi deriva lo studio di luci e ombre (e anche dei primi Caravaggio), volti a dare un senso di serenità, sicurezza e accoglienza tra le ali d'acqua. Aggiungo ciò che scrive Giulio mancini nella "Lettera sulla Pittura":<< Il Caravaggio disse, che tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori, quanto di figure>>; una delle rivoluzioni più importanti di Michelangelo Merisi da Caravaggio è equiparare figure umane e oggetti senza gerarchia; proprio come ne la "Sorgente", dove acqua, ali, marmo, manto porpora e ninfa sono resi sullo stesso piano di gerarchia pittorica, senza distinzioni tra loro. Tutta la composizione rientra però nella pittura mitologica, di cui l'arte europea è piena: i cicli dalle metamorfosi di Ovidio raffigurati da Tiziano Vecellio (per Filippo II d'Asburgo Re di Spagna) e Tintoretto (Jacopo Robusti) per le famiglie patrizie veneziane; per non parlare delle tele mitologiche (tra cui quella Antico Romana) del già citato Rubens. In questo Matteo Milli è favorito dalla tecnica dell'acrilico su tela di lino, che consente una notevole velocità d'espressione, dovuta alla rapida asciugatura del tipo di colore usato e alla grana sottile della tela.

Descrizione

Matteo Milli, Pittore Autodidatta si definisce "Artista Libero" e dipinge quadri dove coniuga Storia, Arte e Mitologia. Dice di se:<< Ho sempre disegnato, fin da bambino: Sperimentavo a china e poi con l'acquarello; ora in acrilico, che mi consente una grande Libertà d'espressione. Penso che la Pittura sia "scienza" (alla Leonardo) perché può essere usata per indagare la realtà e noi stessi. Ritengo che lo stile migliore sia quello del Maestro Caravaggio, con il contrasto tra forte luce e profonda ombra. Quella di Caravaggio è una delle rivoluzioni più importanti della Pittura, diffusa poi in tutta Europa (Diego Velázquez è tra i massimi interpreti non Italiani)>>. Scrive lo Storico e Critico d'Arte prof. Roberto Volpi:<< Ma già nella prima fase sono visibili alcuni capisaldi dell'arte milliana (...) risulta ben presente la compenetrazione tra mito e storia, con l'intento di spaziare su momenti diversi (...)Ma sicuramente il filone più presente, che transita dalla prima alla seconda fase, è quello del guerriero in lotta per principi in nome dei quali vale la pena di battersi, di vivere, se necessario di morire. Ed è singolare la commistione tra l'ambientazione storica delle figure e la scelta di usare come modelli amici del pittore o, sempre più spesso, l'autore medesimo (...)In tutti i lavori risalenti a questa tematica Matteo è abile a muoversi tra un atteggiamento sarcastico e scanzonato, già presente negli esordi fumettistici, e un'esaltazione della forza, se non della violenza. Ecco che le lame o comunque le armi in primo piano sembrano godere di vita propria, riproponendo una tradizione cara a grandi pilastri della storia dell'arte, da Paolo Uccello a Velazquez (...) Milli non ha bisogno di rispettare la simmetria e non vuole rifarsi a una rappresentazione forzatamente prospettica. Conoscitore del Rinascimento maturo e del grande Manierismo, gli interessano il movimento e i sentimenti dei soggetti. Da questo punto di vista, è fondamentale il graduale inserirsi nella reminiscenza della grande lezione caravaggesca. Matteo vede giustamente in Caravaggio una sorta di perfezione nel rappresentare la psicologia e nel battere nuove strade di indagine sul colore, sulla luce, sull'ombra. Si guarda bene dall'imitare il grandissimo del passato, ma cerca di riproporre in chiave attuale e personale il suo spirito innovativo. Non è complicato rinvenire nei prodotti di Milli un diretto influsso caravaggesco (...) si gioca sull'effetto luce/ombra, come per riproporre quelle che furono definite le “veementi opposizioni di chiaro e di scuro”, punto di forza dei più grandi capolavori caravaggeschi. Niente di più sbagliato potrebbe esservi tuttavia del convincersi che Milli sia già pervenuto a un punto fermo>>. Il viaggio è appena cominciato...