Utopie di Bellezza

SOLILOQUIO

Artista

GIACOMO VITTURINI

Dimensione

100X80cm

Supporto utilizzato

LEGNO

Tecniche utilizzate

CARBONCINO E PIGMENTI IN POLVERE

Artista

GIACOMO VITTURINI

Dimensione

100X80cm

Supporto utilizzato

LEGNO

Tecniche utilizzate

CARBONCINO E PIGMENTI IN POLVERE

Concept

Realizzata su tavola, l’opera consta di un fondo cromatico ottenuto stendendo a imbratto pigmenti in polvere (verde vescica e indaco) sul quale si sviluppa il disegno, ombreggiato negli scuri con carboncino e lumeggiato nei chiari per sottrazione. Nella notte del Getsemani, Gesù è simbolo della condizione umana nella sua più radicale vulnerabilità; l’iconografia dell’olivo e le cromie scure, sono un chiaro riferimento dell’evento evangelico. Citando l’opera “Saint Pierre repentant” (1624-1625 Louvre) di Geerart Seghers, ho voluto rappresentare l’uomo in una dimensione di silenzio, volta all’introspezione e alla meditazione, nella quale egli attua l’incontro con la sua più profonda radice spirituale per “conoscersi come parte del Tutto”. Per scoprirci in questa radicale essenza è necessario, però, recuperare quella originaria visione cosmica secondo cui il cosmo non è tanto un sistema fisico da manipolare, quanto quell’ordine necessario in cui l’uomo trova la propria misura di esistere. Il mondo è dunque armonia delle parti con il Tutto, in cui uomo e natura sono in stretto rapporto di dipendenza ed esistenza. Lo sviluppo tecnologico contemporaneo ha portato l’uomo a vivere fuori-misura, a cancellare e stravolgere il ritmo della natura fino alle sue più estreme conseguenze. Alla sua fragile condizione, l’uomo pone rimedio con la saggezza di chi vive nella misura e in armonia con la natura. “Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo e un orientamento ad esso, anche se non sembra che tu ti accorga che ogni vita sorge per il Tutto e per la felice condizione dell’universa armonia. Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica”. (Platone, “Leggi”, Libro X)

Descrizione

Fulcro della mia ricerca artistica sono i fenomeni psichici che caratterizzano la percezione di noi stessi, del vissuto personale e del nostro essere nel mondo. Il mio è un linguaggio che si avvale della figurazione in un contesto sospeso, surreale ed ambiguo, ricco di codici iconografici e simbolici di matrice medioevale, cristiana e rinascimentale. Vivo i miei lavori come momenti di introspezione e di indagine interiore, con lo scopo di far emergere l’eco delle memorie e della sfera emozionale. Il silenzio, dato dalla presenza di cromie scure e dall’immobilità delle figure, è condizione imprescindibile per instaurare un dialogo con l’opera, per ascoltare i sussurri della nostra interiorità. Prediligo e mi esprimo con il disegno, arricchito dall’uso di pigmenti in polvere, su tavole di pioppo. Credo nell’autonomia espressiva del disegno, di come la sensibilità pittorica possa manifestarsi anche solo con l’uso di carboncino.