Utopie di Bellezza

Senza titolo

Artista

Marila Scartozzi

Dimensione

21 x 25 cm

Supporto utilizzato

Carta

Tecniche utilizzate

Collage ad inchiostro e grafite

Artista

Marila Scartozzi

Dimensione

21 x 25 cm

Supporto utilizzato

Carta

Tecniche utilizzate

Collage ad inchiostro e grafite

Concept

L'opera si pone all'interno di una serie di lavori basati sulla cristallizzazione di attimi di spontaneità e vita ordinaria, innalzati a gesti decisivi, nell'intento di creare un repertorio di figure che restituiscano una visione epica all'aspetto antieroico della vita quotidiana. Due figure si scorgono all'interno del lavoro, trattate diversamente ed inserite in un contesto di mistero e visione trasognata, rafforzato anche dalla tecnica ad inchiostro. La scena dunque si presenta quasi incorniciata all'interno di uno scenario che cattura l'occhio dello spettatore ma allo stesso tempo non fornisce informazioni dettagliate, lasciandogli modo di interrogarsi. Le figure infatti si presentano senza volto ed in gesti ambigui seppur pregni di pathos.

Descrizione

La mia ricerca è incentrata sulla narrazione della condizione umana a partire da momenti ordinari. Le figure rappresentate sono pregne di rimandi alla mitologia classica, spesso sole, dalla gestualità ambigua, assorbite dal bianco della tela e colte in gesti di abbandono e raccoglimento. La ricerca della propria identità è al centro del mio lavoro, per questo indago momenti di solitudine e fragilità innalzandoli a punti chiave dell’esistenza umana. Nel mio lavoro l’essenzialità, il bianco come purezza e vuoto che genera ricchezza di possibilità si combina ad un’attenta analisi del corpo, indagato nei sui aspetti meno patinati. L’inserimento di elementi onirici immerge la narrazione in una dimensione di ambiguità tra sogno ed incubo, melanconia e sensualità, morbidezza e immobilità. La tecnica corrisponde a tale narrazione contenutistica. Prediligo la stratificazione di colori e forme, partendo dalla stesura di inchiostro molto diluito che costituisce la fase più importante del lavoro. La casualità e il margine di errore del colore diluito diventa parte integrante del processo generando maggiore mistero ed inquietudine e prolungando l’atto di osservazione dello spettatore alla ricerca della figura, nascosta e non immediatamente identificabile. La rappresentazione del corpo femminile si pone come elemento essenziale del racconto. Il corpo viene da me concepito infatti come condensato di esperienze personali. Le fisicità naturali vengono rivalutate e messe in luce per la loro capacità di restituire allo spettatore una visione problematica di traumi universali che riguardano il vissuto femminile.