Utopie di Bellezza

Inverno 2

Artista

Maria Teresa Poloni

Dimensione

60 x 80 cm

Supporto utilizzato

Tela

Tecniche utilizzate

Olio

Artista

Maria Teresa Poloni

Dimensione

60 x 80 cm

Supporto utilizzato

Tela

Tecniche utilizzate

Olio

Concept

Quest'opera, pervasa da una forte connotazione negativa, rappresenta la contrapposizione tra la malvagità dell'uomo e la risposta vendicativa di una Natura talvolta Matrigna. Al centro, simbolo del male e del peccato per eccellenza, vi è una mela tagliata di netto come solo una mano umana può fare. Evidentemente superflua e inutile, giudicata come rifiuto è stata scartata e scaraventata a terra dove tra sassi e terra arsa dal gelo invernale sta lentamente marcendo. Di fronte a tale ignobile gesto di disprezzo la Natura schiera uno degli animali più subdoli: la vespa. Questo insetto, a differenza dell'ape con cui è facile confondersi, può rispondere ad eventuali minacce pungendo ripetutamente il suo aggressore e osservando gli effetti della sua vendetta senza pagarli con la vita. Nello scontro tra uomo e Natura (tema assai attuale negli ultimi periodi), nonostante il primo sembri aver portato a casa slealmente numerose battaglie, a vincere la guerra sarà sempre la Terra.

Descrizione

La mia ricerca parte dallo studio del microcosmo naturale focalizzandomi sulle sottili relazioni che intercorrono tra i suoi protagonisti; in particolar modo insetti e specie vegetali inusuali, sconosciute, dimenticate e che spesso passano inosservate. Con una perizia tanto botanica quanto entomologica il mio obiettivo è quello di creare un personale e nuovo vocabolario della natura morta basato su tali elementi la cui capacità espressiva è di gran lunga superiore a quanto si possa pensare. È "L'importanza delle piccole cose" titolo che Henry David Thoreau, (filosofo americano vicino al trascendentalismo e mio principale punto di rifermento), diede ad un libro interamente dedicato a dei banalissimi mirtilli. A volte per meravigliarsi basta guardare a terra, una zolla d'erba, una pozzanghera: quanto Infinito c'è sotto i nostri piedi...